Archivi per la categoria ‘Atmonauti’

PostHeaderIcon ARW2 Cup 2008: considerazioni a fine evento

Si è appena conclusa la prima gara di lavoro relativo a 2 in atmo, vinta dal team “I Frankis” (Francesca Damiani e Francesco Bonaldi) e a “bocce ferme” dopo briefing, debriefing, i video dei propri salti visti e rivisti frame by frame, prove a terra, scambi di esperienze tra amici, la scoperta della voglia di competere ma soprattutto di provare insieme agli amici un’emozione, è il momento delle riflessioni.
Cimentarsi in una competizione, seppur senza troppi patemi e aspettative dato che eravamo tutti tra amici che saltano sempre in gruppo, soprattutto per chi non l’ha mai fatto è una scoperta, un’esperienza che ti carica, ti riempie di fiducia e fa bene all’autostima.

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PostHeaderIcon Atmonauti del Portogallo

Dall’11 al 17 febbraio scorso Marco Tiezzi è stato in Portogallo (Evora) per uno stage sul volo Atmo.

I presenti si sono dimostrati molto interessati alla nuova disciplina; secondo quanto mi ha raccontato Marco stesso, hanno avuto modo di rivedere le opinioni sulla tecnica, basate su una cultura non praticata, ed hanno manifestato la volontà di venire a Fermo prossimamente per continuare l’apprendimento. La nuova consapevolezza è maturata nella pratica, seppur di pochi giorni, grazie alle belle e nuove sensazioni che tutti i praticanti sperimentano la prima volta.

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PostHeaderIcon ARW4, un evento storico

Sabato 19 gennaio 2008 sono iniziati gli allenamenti per le gare di relativo a 2 in atmo (ARW2).
Per chiudere in bellezza la giornata è stata provata anche una sessione sperimentale di ARW4 con la realizzazione di un risultato storico.

ARW4: la stella a 4 esce direttamente in presa e vola nella traiettoria angolata

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PostHeaderIcon Atmonauti: il cambiamento fisiologico

ARW4

Oggi vorrei invitarvi a riflettere su alcune considerazioni riguardo l’evoluzione del nostro sport.
Ultimamente abbiamo assisito alla necessità di metter su delle squadre all’ultimo momento per validare la gare di Freefly.
E’ una constatazione dei fatti, questo lo dico con tutto il rispetto per questa disciplina. E’ una tendenza che osserviamo non solo in Italia ed è un segno dei tempi che cambiano.

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PostHeaderIcon Atmonauti, un grande riconoscimento in Sud Africa

Marco, che è appena tornato dal Sud Africa dopo lo stage da Natale alla Befana, mi ha comuinicato che è stato realizzato il record locale, una formazione con 7 elementi in presa.

Lo stage ha trovato una grossa partecipazione e interesse a tal punto che da quest’anno la disciplina Atmonauti sarà riconosciuta ufficialmente a livello nazionale e inserita nei programmi di insegnamento delle scuole.

Inoltre nei prossimi campionati nazionali di paracadutismo del Sud Africa si svolgeranno regolari competizioni di Sfida e ARW2 (lavoro relativo a 2 elementi in angolo).

Una bella notizia per gli appassionati di questa disciplina ma soprattutto una bella notizia per il paracadutismo italiano che (se pur non ancora praticata in Italia), presenta all’estero un prodotto del Made in Italy e una nuova spinta nello sviluppo e la pratica dello sport più bello del mondo.

Auguri ai Sud Africani per quasta nuova avventura che spero potrà avere un seguito anche in casa nostra.

Vins

PostHeaderIcon Onematch Cup

Sabato 3 novembre 2007 si è svolta a Fermo la prima edizione della ONEMATCH CUP (sposorizata da www.onematch.it) una gara atmonautica, un gioco semplice che ha dato modo a skydivers di esperienza eterogenea di accendere il cuore sportivo, scoprirsi competitori e misurarsi in un gioco accessibile a molti.

Un esperimento realizzato con poche risorse ma tanta passione, che ha visto la partecipazione di 14 competitori italiani e stranieri. Un gioco già realizzato altre volte, in cui due sfidanti devono fare una presa al navigatore “pilone” e una rotazione di 360 gradi attorno all’asse di volo. Ogni transizione fa guadagnare un punto entro un tempo di 55 secondi e si può eseguire sia in back che in front.

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PostHeaderIcon 2 Planes Boogie

Un grande successo per un grande evento come il Boogie con 2 aerei, tenutosi all’Aero Club del Fermano dal 2 all’8 luglio 2007, con il Pilatus “Tigro” e il Turbo Finist di Skydive Thiene. Una partecipazione che ha superato le aspettative e ha permesso di effettuare 50 decolli durante il solo weekend del 7 e 8 luglio. Molti stranieri sono venuti a saltare a Fermo e oltre ai previsti big way Atmonauti sono stati organizzati anche big way di RW fuori progamma, sempre da 2 aerei con un ottimo organizzatore come Antonio Guzzo.

L’ATP (Atmonauti Top Patrol) si è distinta con un’attività di grande qualità e anche se il record mondiale è rimasto imbattuto, la qualità dei voli Atmonauti è stata sotto gli occhi di tutti. Già al primo salto di riscaldamento si era formata una bella e solida linea a 8 elementi in presa eguagliando il record italiano realizzato a Molinella.

Poco importa, ciò che importa è che la competenza dei partecipanti all’evento è aumentata di gran lunga dallo scorso anno. Un fatto importante ed unico vedere concorrere alla realizzazione di un record professionisti quali Marco Tiezzi e Gigliola Borgnis, con rispettivamente 14000 e 8000 salti, insieme a
nuove leve dell’importante progetto Atmonauti Top Patrol, che partecipano ad un grande progetto con poche centinaia di salti.

L’alto profilo professionale degli inventori di questa affascinante disciplina, e la relativa semplicità di apprendimento a qualsiasi livello, di una tecnica che alle volte è sorprendentemente istintiva, come insita nelle nostre naturali capacità, ha permesso a professionisti e principianti di saltare insieme in formazione, ed assottigliare “le distanze”, cosa impossibile in altre discipline.

La diffusione della cultura atmonautica darà grande respiro in tutti i centri, possibilità concrete di attività post corso AFF, crescita veloce e concreta per tutti, divertimento e possibilità di partecipare ad un importante progetto, appartenere ad una comunità che non conosce classi, come alle volte avviene in altre disipline, per ovvi motivi fisiologici. Non è da trascurare il sistema di insegnamento innovativo, concepito in maniera tale da richiedere investimenti veramentre molto bassi per chi vuole imparare una tecnica affascinante per molti aspetti. Tutto ciò si tradurrà in nuova linfa vitale per il nostro sport che conosce un ricambio dei praticanti ancora molto alto, e magari l’occasione per molti di decidere di rimanere in gioco.

Vins

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