Una tecnica innovativa consente al corpo, con una particolare postura, di ottenere delle reali performances di volo senza l’utilizzo di accessori o ali artificiali. Una volta superato il Corso di Paracadutismo, una didattica semplice e molto efficace permetterà in breve di aquisire le basi di questa nuova tecnica incredibilmente istintiva. Alessandro Di Giacomo, istruttore Atmonauta, saprà introdurti nell’affascinante esperienza che rapisce ogni settimana nuovi praticanti.

p008_1_02.pngLa tecnica Atmonauti consiste nell’assumere con il corpo un profilo alare, quella forma che sfrutta il fenomeno fisico che permette ad uccelli ed aerei di volare. Ciò accade inclinando il corpo rispetto all’orizzonte, in un angolo compreso tra i 15 e i 45 gradi e creando l’ala umana.

p008_1_03.pngCon questo assetto si forma un angolo di incidenza che genera portanza, ci si sente risucchiati e trattenuti verso l’alto, la velocità verticale rispetto alla caduta libera si riduce e si avanza sul piano orizzontale per alcuni chilometri senza avvertire particolari sollecitazioni sensoriali, se non una straordinaria sensazione di leggerezza ed assenza di peso.

Tutto avviene in maniera molto naturale, cessa la sensazione di cadere, l’aria assume una consistenza molto leggera e ci si sente posti su un lungo scivolo d’aria. Infatti il flusso d’aria non proviene più dal basso ma lo si avverte provenire davanti a noi e scorrere dalla testa ai piedi. Alle volte viene da ridere, tanto ci si trova in uno stato di grazia e di comunione col creato. E’ una sensazione meravigliosa che non può essere descritta a parole, è l’intima consapevolezza di volare.
Volare con il solo corpo senza accessori, sentire il volo come una propria capacità di espressione e percezione.
Ovviamente non siamo tanto efficienti da poter risalire, tuttavia scendere verso il suolo è una necessità dato che la forza di gravità è il motore, forza che viene convertita in energia cinetica necessaria per lo spostamento sul piano orizzontale.

p008_1_00.pngCombinando particolari assetti del corpo (forme più aperte o affusolate) e angoli (più o meno pronunciati) otteniamo una vasta gamma di controlli che ci permettono di variare traiettoria e velocità, di azionare freno e acceleratore, di poter risalire o scendere rispetto agli altri atmonauti e di muoverci in cielo come uno stormo di volatili umani con una precisione al centimetro davvero sconvolgente per un umano immerso nell’aria con il solo corpo.

L’uomo assumendo la forma di un profilo alare diventa un’ala egli stesso, si muove in uno spazio non più verticale bensì tridimensionale, uno spazio aereo, impara a volare senza un veicolo, diventa il pilota di se stesso, nella sua formazione acquisisce nozioni tipiche del pilota, stabilisce un piano di volo, durante la navigazione utilizza strumenti GPS ed è pronto a variare il piano ad un ordine del responsabile di volo che, se lo ritiene opportuno, può decidere ad esempio di aggirare una nuvola.

Durante il volo l’atmonauta percorre una distanza orizzontale di alcuni chilometri, non necessariamente in linea retta ed è in grado di eseguire acrobazie e giochi spettacolari con naturalezza, come uccelli. Chiunque inoltre, senza particolari requisiti, può navigare nell’atmosfera come passeggero, assicurato ad un atmonauta con una particolare imbracatura. Ora per la prima volta l’uomo naviga l’elemento aria che diventa finalmente accessibile, lo esplora, sente il volo dentro di se, percepisce l’elemento come accade con la terra e l’acqua e sente intimamente la soddisfazione di un istinto, come camminare…

Marco Tiezzi, ideatore dell’innovativa tecnica di volo a corpo libero, spiega in diretta, davanti le telecamere di Rai Sport più, le basi della tecnica, durante i Campionati Italiani di Paracadutismo 2008.

Testo di Vins Polizzi, pubblicato sulla rivista Sport Club di ago/set 2008.